di Casaccia, Alexandre

Anatomy of Light

A Pf - 2024/25 - 4'10'' - Zecchini Editore

Dettagli opera

Duetto – Saxofono Contralto & Pianoforte - Op.1a, scritto per Francesca Fantini (sax) e Alessandro Zanotti (pianoforte) in occasione del 100° della scomparsa di Giacomo Puccini.

Prima esecuzione: 11 magg. 2024, Sala Bazzini, Conservatorio “L. Marenzio” di Brescia da parte di Francesca Fantini (saxofono contralto) e Alessandro Zanotti (pianoforte).


Pubblicazione accademica in Casaccia, Alexandre. Anatomy of light, poema per saxofono contralto e pianoforte. Partitura. In Trame pucciniane. Studi, documenti e ricerche artistiche, a cura di Giovanni Botta e Federico Fornoni, pp. 161–166. Quaderni del Cantelli, vol. 1. Varese: Zecchini Editore, settembre 2025. ISBN 978-88-6540-450-8.


Commento all'opera

«Anatomy of Light è stato composto in omaggio a Giacomo Puccini nel centenario della scomparsa ed eseguito in prima assoluta l’11 maggio 2024 presso la Sala Bazzini del Conservatorio “L. Marenzio” di Brescia. Questo breve brano in forma libera riflette sul rapporto tra eredità musicale e presente, rivisitando lo stile del primo Puccini nel tentativo di ricostruire l’anatomia di un’estetica perduta.

Pur inevitabilmente influenzato dalla distanza storica, questo gesto di ricostruzione offre una ricompensa: invita a un rinnovato ascolto della voce pucciniana attraverso un processo di presentificazione. Il pezzo si concentra, naturalmente, sulla voce lirica — ma non attraverso il canto, bensì per via strumentale — evocando lo spirito delle arie da camera ottocentesche. L’uso del saxofono — uno strumento pressoché estraneo all’opera pucciniana — rappresenta una scelta divergente dalla tradizione, ma allo stesso tempo richiama Turandot, dove Puccini, alla ricerca di nuove sonorità e trame moderne, inserì in organico due saxofoni contralti. In tal modo, Anatomy of Light riflette l’arco evolutivo dello stesso Puccini: l’impulso romantico che si spinge verso il modernismo, sottolineando il dialogo intergenerazionale che anima le tradizioni artistiche più vive.

Una breve ma significativa citazione da Un bel dì vedremo conclude il brano, omaggiando nuovamente quest’epoca svanita e lasciando intravedere, forse, un suo ritorno. Il brano è anche disponibile in una versione alternativa per clarinetto e pianoforte.»


 

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